mercoledì 27 giugno 2012

Una recente trouvaille: la rara edizione di Pinocchio


Carlo Collodi, Le Avventure di Pinocchio, Bemporad, Firenze 1901 (immagine tratta dal sito http://www.letteraturadimenticata.it/Pinocchio.htm, dove è fornito un confronto fra varie edizioni)
Le notizie di trouvaille di recente data sortiscono sempre in me un effetto positivo, mi rallegrano la giornata, anche se non sono io ad essere la protagonista dell'evento...
Nell'inserto domenicale de Il Sole 24 Ore del 3 giugno di quest'anno leggo con piacere un articolo di Santo Alligo, che racconta di aver trovato in un mercatino di libri usati l'edizione Bemporad del 1901 de Le Avventure di Pinocchio che, a differenza di quanto si creda, è più rara e ricercata dell'editio princeps in edizione Paggi del 1883.

Carlo Collodi, Le Avventure di Pinocchio, Paggi, Firenze 1883

Il collezionista racconta la sua fortuita scoperta nell'articolo: "Chi crede che sul mercato antiquario non si facciano ancora delle interessantissime trouvaille (anche in un campo così battuto come quello delle edizioni di Pinocchio!) è in errore! Per ben trentacinque anni ho controllato con attenzione la data di pubblicazione delle Avventure di Pinocchio (...) sperando di trovare la prima edizione”. 
Solitamente, come ci spiega Alligo, le edizioni più comuni sono quelle del 1902 o 1905, che si differenziano da quella del 1901 per l'ormai perduta freschezza delle xilografie dell'illustratore del testo, Carlo Chiostri. L'edizione del 1901, a suo giudizio, si aggira intorno ai 3.000 - 4.000 euro, a seconda dello stato di conservazione.
Che dire? Innanzitutto va premiata la costanza e la dedizione del collezionista, ottimista e positivo nei confronti della vita (rara qualità!), infine non può che essere di buon auspicio per tutti gli altri...
 
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I'm always excited when I read about people making lucky trouvailles, even though I'm not one of them...
In the sunday's Il Sole 24 Ore dossier (3rd june 2012) I find with a pleasure an article by a collector Santo Alligo, writing about his discovery; in a flea market he has recently found the rare Bemporad edition from 1901 of Le Avventure di Pinocchio which, unlike the editio princeps (printed by Paggi in 1883), it's the rarest one.
The collector remembers the event in the article: “To them who use to think that in the antiquarian market it's not possible anymore to make trouvailles (also in a so sought market of Pinocchio's editions!) I can say that they're wrong! For thirty years I've controlled with attention the printing dates of Avventure di Pinocchio (…) hoping to find the first edition”.
Usually, explains Alligo, the most common editions are the one from 1902 or 1905, which are different from the 1901 for the illustration's lost freshness, made by Carlo Chiostri. 
The 1901 edition's price, by his opinion, it's actually around 3.000 – 4.000 euros, dipending on the conditions.
What can I say? Firstly we must reward the constancy and dedication of this collector, who lives positively (rare quality!); secondly we can take this event as a good omen...

martedì 26 giugno 2012

Se questo è un uomo di Levi nell'edizione De Silva

 Primo Levi, Se questo è un uomo, De Silva, Torino 1947

"La prima edizione del libro venne stampata da una piccola casa editrice torinese, la De Silva, diretta da Franco Antonicelli, dopo che alcuni grandi editori, fra cui Einaudi, avevano rifiutato il manoscritto. Uscì nell’autunno del 1947, in 2.500 copie; Antonicelli decise di sostituire, al titolo scelto da Levi, I sommersi e i salvati, il fortunatissimo Se questo è un uomo."
L'articolo continua al link.

"The first edition was printed by a small press, De Silva, directed by Franco Antonicelli, after many rejections from important presses, like Einaudi. The book came out in the autumn 1947, in 2.500 copies with the decision taken by Antonicelli to replace the title I sommersi e i salvati, assigned by Levi, with the luckier Se questo è un uomo."
The article continues at the link.

sabato 23 giugno 2012

Scaffale dei rarissimi


Giulio Paolini, 2121969, Galleria De Nieubourg, Milano 1969

La seconda immagine è tratta dall'esemplare conservato presso la biblioteca del MART di Rovereto, dove ho rintracciato il catalogo. Purtroppo io non sono ancora riuscita a trovarlo...
Altre due copie in Italia si trovano a Spoleto e Torino (censite dal sistema SBN).

The second image is from the edition located in Rovereto's MART library, where I took the picture. Unfortunatelly I've still haven't found it...
Other two copies in Italy are situated in Spoleto and Turin (on the SBN list).

venerdì 22 giugno 2012

Urs Fischer, "il Cattelan svizzero"


Urs Fischer, Time Waste RADIO-COOKIE und kaum Zeit, kaum Rat, Kunsthaus Glarus, Svizzera, aprile - giugno 2000
libro d'artista pubblicato in occasione della mostra "Urs Fischer, Soups of the Days & 6 1/2 Domestic Pairs Project"

Quando il libro mi è giunto per posta, ho pensato che il venditore mi avesse informata male in merito alle sue condizioni... invece a una disamina più attenta gli scarabocchi, le scritte a matita (stampata) e altri segni si sono rivelati un frutto della volontà dell'artista! 
Si tratta di un libro d'artista prevalentemente fotografico, che riassume l'operato di Urs Fischer fino a quella data. Al momento non so valutarne la rarità, perché è stato stampato di recente e quindi appartiene ancora alle persone che l'hanno acquistato in occasione della mostra... Ad ogni modo il sistema di ricerca nelle biblioteche mondiali della Kit Library ne segnala 19 copie presenti, sparse tra Germania, Svizzera (città natale dell'artista), Austria, Australia e Gran Bretagna, mentre per quanto riguarda Internet, al momento non ci sono copie in vendita.

Jet Set Lady, Fondazione Nicola Trussardi, Istituto dei Ciechi, Milano 2005

E' complicato commentare un artista che, oltre a figurare tra i miei preferiti, ormai sta raggiungendo l'apice del successo, con alle spalle un'attività artistica sempre più corposa e complessa, che spazia dalle sculture in cera che si sciolgono con il tempo, per le quali è maggiormente conosciuto (si veda la copia del Ratto delle Sabine di Giambologna scioltasi in occasione dell'ultima Biennale di Venezia, sotto gli occhi di un "Rudolf Stingel di cera"), a installazioni, pannelli fotografici e opere di vario genere.
Attualmente è protagonista di una mostra personale a Palazzo Grassi, intitolata Madame Fisscher e organizzata da François Pinault, uno dei suoi principali collezionisti. 
L'esposizione riunisce più di trenta opere e l'artista stesso si dichiara stupito nel rivedere opere che non vedeva da anni. In una recente intervista ne Il Giornale dell'Arte, interrogato sul significato della sua arte, si esprime in questi termini:"Faccio questo; è questo che faccio. Non devo giustificare niente con nessuno, perché quando cerchi di farlo, quando provi a rispondere a questo tipo di domande non ne cavi fuori nulla. Il vantaggio dell’arte è che fa quello che fa".
Non si può che essere d'accordo. Personalmente sono dell'idea che le interpretazioni spettino in primis al pubblico, e in un secondo momento al critico che tenterà di porre ordine al tutto. All'artista è lasciato l'arduo compito del fare creativo, che non necessita di alcuna spiegazione.



 Il collezionista, Brant Foundation Art Study Center, Greenwich, 2010
Le sculture di cera di Urs Fischer hanno tutte una fiamma accesa, che piano piano dissolve la scultura.


Alcune immagini dalla mostra a Palazzo Grassi, Madame Fisscher. La modella è reale e cambia posizione di giorno in giorno

When the book came to me by mail, I immediately had a thought that the seller didn't inform me about the real conditions of the book... but once I looked a bit better, I realized that the scrawls, pencil writings (printed) and other signs were an artist's will!
I'm talking about a mainly photographic artist's book, which reassumes the Urs Fischer's artwork since that date. Actually I'm not able to estimate its rarity, because it has been printed recently and therefore it still belongs to people that bought it in the occasion of the exhibition... 
Anyway the KIT Library research system indicates 19 existing copies around the world: in Germany, Swiss (the artist's birth country), Austria, Australia and Great Britain. For what concerns Internet, there are no copies actually on sell.
It's complicated to comment a so important artist, by the way my favourite, who is now reaching the success and who has a huge and complex artistic backgroung, going from wax sculptures, which  dissolves with time and thanks to them he's mainly recognised (look for example at the Ratto delle Sabine, a copy from Giambologna, which slowly disappeared during the last Venice Biennale, in front of “wax-Rudolf Stingel”'s eyes), to installation, photographic panels and other works.
Actualy he has a solo exhibition in Palazzo Grassi, called Madame Fisscher and organized by François Pinault, one of his principal collectors.
The exhibit brings together more than 30 works and the artist declares himself surprised viewing works he haven't seen for years.
In a recent interview in Il Giornale dell'Arte, when he was asked about the meaning of his work, he said: “I'm doing this; that's I'm doing. I dont's have to justify my actions, because when someone tries to do it, when you try to answer to these questions, you don't realize anything. The advantage of making art is that you do what you do”.
I couldn't be more in agreement. I personally think that interpretations are left in primis to the public, and secondly to the critics, which will attempt to give order to all. To the artist is left the hard job of making art, which doesn't require any explanation.

Scaffale dei rari


Andy Warhol, Dossier n.2357 [The thirteen most wanted men], Galleria Sonnabend, Parigi 1967



giovedì 21 giugno 2012

Pino Pascali e la fine simbolica dell'arte degli anni Sessanta

Cesare Brandi, Pino Pascali, Galleria Alexandre Jolas, Milano 1967
La tragica fine del giovane artista Pino Pascali, avvenuta a Roma in motocicletta segna anche la fine simbolica del fermento artistico degli anni Sessanta. Nello stesso anno muoiono altri maestri indiscussi di quel periodo artistico: Gastone Novelli, Lucio Fontana, Ettore Colla, Marcel Duchamp.
E' una coincidenza sorprendente, a tratti inverosimile.
Pascali era un artista pugliese che nell'arte amava giocare, sia dal punto di vista del linguaggio, che sotto l'aspetto della tecnica. Costruiva finti cannoni con materiali di scarto, 

Colomba della pace, 1965 (presentata alla Galleria Gian Enzo Sperone, Torino)
(Immagine dal link)

curiosi animali con materiali strappati all'industria, giocando con la titolazione

 Bachi da setola, 1968 (immagine dal link)


o mari percorsi da balene giganti di cartapesta, come nel catalogo che ho acquistato.



Il catalogo in questione è quello della mostra alla Galleria Jolas di Milano del 1967, con una presentazione di Cesare Brandi. Attualmente ha valutazioni abbastanza alte, che oscillano tra i 200 e 300 euro. Per quanto mi riguarda, ho avuto l'incredibile fortuna di pagarlo per meno di un decimo della valutazione più bassa. L'acquisto è avvenuto su ebay da un venditore americano che non si è reso conto dell'importanza di questo testo (l'unico catalogo di Pascali -tra quelli precedenti alla sua morte e quindi più ricercati- al momento disponibile sul mercato). 
Un'altra rarità di Pascali è il catalogo della mostra Bachi da setola alla Galleria L'Attico di Roma.

Pino Pascali, Bachi da setola, Galleria L'Attico, Roma 1968

Facendo uscire l'arte dalle dimensioni coercitive del quadro e facendola dialogare con l'ambiente circostante, Pascali ha posto le basi dell'arte contemporanea, sviluppatasi dopo gli anni '80 e '90. Nell'impresa lo hanno accompagnato i suoi compagni: Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Jannis Kounellis, ecc. che hanno fondato il gruppo dell'Arte Povera, riunitosi per la prima volta nel 1967 alla mostra  Fuoco Immagine Acqua Terra alla Galleria L'Attico di Roma e a quella dello stesso anno a Foligno, Lo spazio dell'immagine
Ma il movimento ha avuto la consacrazione ufficiale alla Galleria La Bertesca di Genova nel settembre dello stesso anno, per poi esporre con lo stesso gruppo l'anno successivo a Bologna e ad Amalfi.
E' una rivoluzione epocale, preannunciata da Duchamp intorno al 1915, con l'orinatoio o lo scolabottiglie, ma che impiegò quarant'anni per evolversi e affermarsi. Da quel momento in poi l'artista non si preoccuperà più di innovare nel campo dell'arte avvalendosi esclusivamente del mezzo pittorico, ma sarà più libero di sperimentare forme e oggetti nuovi, in un ambiente libero come quello degli anni Sessanta.


Personale di Pascali al Camden Arts Center, Londra, marzo - maggio2011


Pino Pascali che gioca con la sua Tarantula
(immagine dal link)

 


Alberto Arbasino, La bella di Lodi, Einaudi, Torino 1972. L'immagine della copertina è tratta un'opera di Pascali, Primo piano labbra, 1967

-->The tragic end of the young artist Pino Pascali, who died in Rome driving a bike back from the epic Venice Biennale of 1968, marks also the simbolic end of the art of Sixties.
In the same year died also other unquestioned masters of that artistic age: Gastone Novelli, Lucio Fontana, Ettore Colla, Marcel Duchamp.
It's an incredible coincidence, hardly believable.
Pascali was a pugliese artist who loved making jokes with art, both in the linguistic and technical way. He used to build fake cannons, curious animals with industrial materials, playing with denominations, and huge papier-mache whales swimming in the sea, as in the catalogue I've bought.
This catalogue is the one from the exhibition at Jolas gallery, (Milan 1967), with a Cesare Brandi's foreword.
Actually it has high valuations, going from 200 to 300 euros. I personally got it from ebay for a really low price (circa one tenth of the highest price). 
Clearly the american seller didn't realize the importance of this text, which is the only Pascali's catalogue -of those printed before his death and therefore the most desidered- actually available on the market. Another rare book is his catalogue called Bachi da setola, from the exhibition at the Attico gallery in Rome.
Pascali let the art make its exit from the coercive dimensions of the picture and let it dialog with the environment around it. With these actions he placed the basis of the contemporary art, which had its evolution after Eighties and Nineties.
In this adventure kept him company Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Jannis Kounellis, etc. who founded the Arte Povera group, which had his first meeting in 1967, in the exhibition Fuoco Immagine Acqua Terra at the Attico gallery in Rome and in the same year in Foligno, at the exhibit Lo spazio dell'immagine.
But the group had a real consecration in the Bertesca gallery in Genoa, in september of the same year and later in Bologna and Amalfi in 1968.
It's a historical revolution, preannounced by Marcel Duchamp around 1915, with the urinal or with his bottle dryer, but which took forty years to make its evolution and to establish itself. From now on the artist won't worry anymore about the pictorial medium, but will be free to experiment new shapes and objects, in the tipical free Sixties environment.


giovedì 14 giugno 2012

Scaffale dei rarissimi

Pablo Neruda, Los versos del capitan, Arte Tipografica, Napoli 1952

"Neruda lo scrisse a Capri nel 1951, esule e ospite nella villa che era stata di Curzio Malaparte, e lo pubblicò l’anno successivo a Napoli (...), finanziato dai compagni italiani comunisti e socialisti. La tiratura fu di sole 44 copie, 3 per lo stesso Neruda e le altre 41 per i suoi famosi sottoscrittori, tra cui Renato Guttuso, Salvatore Quasimodo, Giulio Einaudi, Elsa Morante, ma anche Giorgio Napolitano, allora giovane dirigente comunista napoletano.
Nessuna copia è stata battuta prima all’asta da quando è uscito alle stampe e solo di recente, nel marzo 2011, un libraio antiquario pugliese offriva la copia n.19 (quella per Salvatore Quasimodo) a 40.000 euro, per poi venderla presumibilmente a 30.000.(...) Sarà messo in vendita dalla casa Bloomsbury a Roma (Palazzo Odelscalchi) martedì 27 marzo (2012) con una stima che oscilla tra 15.000 e 20.000 euro. (...)
Fu pubblicato inizialmente anonimo, precauzione presa dal poeta per non offendere la prima moglie, Delia del Carril, a cui si sentiva ancora sentimentalmente legato. Questi versi costituiscono infatti un unico canto d’amore per la donna che da poco era entrata nella sua vita e che non si sarebbe mai distolta dal suo fianco, nei momenti buoni e in quelli cattivi: Matilde Urrutia."
L'articolo continua al link.
(prezzo di aggiudicazione dell'asta sopra citata: 18.500 euro)

"Neruda wrote it from Capri in 1951, when he was exule and hosted by Curzio Malaparte in his villa. He published it the next year in Naples (…), economically helped by italian comunists and socialists. The edition was of only 44 copies, 3 for himself and 41 for famous subscribers like Renato Guttuso, Salvatore Quasimodo, Giulio Einaudi, Elsa Morante and also Giorgio Napolitano, who was at the time a young comunist neapolitan manager.
None of these copies have ever been placed in auctions, until march 2011 when an antiquarian librarian from Apulia offered one of them for 40.000 euros (copy number 19; the one for Salvatore Quasimodo) and sold it supposedly for 30.000. (…)
The book will be now sell by Bloomsbury auction house in Rome (Palazzo Odescalchi) on 27th March (2012), estimated at around 15.000/20.000 euros. (…)
At the beginning was published anonimously, for the poet didn't want to offend his ex wife, Delia del Carril, with whom he was still involved. But that verses were in fact for his only love, the woman who entered his life recently and who will never go apart from him, in good and bad moments: Matilde Urrutia."
The article continues here.
(The price realised at auction was 18.500 euros)

venerdì 8 giugno 2012

Le prime edizioni di Alberto Arbasino

Alberto Arbasino, Le piccole vacanze, Einaudi Coralli, Torino 1957

Ho appena acquistato la prima edizione dell'opera prima di Alberto Arbasino, Le piccole vacanze (Einaudi 1957) da un libraio di Rovigo, per la metà dell'attuale quotazione in Internet (anche se occorre dire che non è uno dei testi più rari dell'autore). I testi di Arbasino, a differenza delle edizioni di poesia degli stessi anni (si veda Laborintus di Sanguineti, 1956 o Cronache e altre poesie di Pagliarani, 1954) stranamente hanno quotazioni molto inferiori. Perfino a un'edizione considerata tra le più rare, Sessanta posizioni, è attribuito un prezzo massimo di 130 euro... il fatto è forse dovuto al numero elevato di copie diffuse? La bibliografia in merito a questa questione non mi è pervenuta e la questione meriterebbe un approfondimento!

 Alberto Arbasino, Sessanta posizioni, Feltrinelli, Milano 1971


Edoardo Sanguineti, Laborintus, Magenta, Varese 1956


Elio Pagliarani, Cronache e altre poesie, Schwarz, Milano 1952, con tre disegni di Giuseppe Migneco, stampata in 500 esemplari (immagine dello  Studio Bibliografico Marini, Bari)

L'unica opera con quotazioni più elevate è Turchi: Codex Vindobonensis 8626 edita da Franco Maria Ricci nel 1971, una raccolta illustrata di scritti sulla popolazione turca. La tiratura limitata dell'edizione e il prestigio dell'editore, amato da molti bibliofili, probabilmente hanno fatto sì che il prezzo salisse.

Alberto Arbasino, Turchi: Codex Vindobonensis 8626, Franco Maria Ricci, Parma 1971
Un altro testo fondamentale è Fratelli d'Italia del 1963, l'unico di Arbasino che per ora ho avuto modo di leggere e la cui lettura mi ha fatto respirare a pieni polmoni il mood dei mitici anni Sessanta. La grande cultura di Arbasino è percepibile e ti coinvolge in ogni riga con allusioni e rimandi. Delizioso.

Alberto Arbasino, Fratelli d'Italia, Feltrinelli, Milano 1963

Quest'opera è lodata anche da un autore che stimo moltissimo, Giampiero Mughini, nella sua La collezione, dove racconta della sua splendida raccolta di rarità del Novecento, dalle ricercatissime edizioni futuriste, alle prime di Bilenchi, Svevo, Ungaretti e moltissime altre. L'elenco è spettacolare e nella narrazione traspare l'amore incontrollato dell'autore per questi testi, sia dal punto di vista del possesso, che del valore storico e umano in essi racchiuso; un libro che ho adorato e riletto ripetutamente. Lo stile aggressivo e asciutto di Mughini può non piacere, ma io lo trovo esilarante. Per concludere, un'altra sua opera molto interessante è anche In una città atta agli eroi e ai suicidi. Trieste e il "caso“ Svevo, che una triestina doc come me ha apprezzato moltissimo.

Giampiero Mughini, La collezione, Einaudi, Torino 2009

Uno dei testi citati da Mughini ne In una città atta agli eroi e ai suicidi : Italo Svevo, La coscienza di Zeno, Cappelli Editore, Bologna 1923

Un altro testo della collezione Mughini (l'immagine si riferisce a un'edizione autografa battuta da Christie's nel giugno del 2005 -assieme ad alcune lettere- per 37.000 euro): Giuseppe Ungaretti, Il porto sepolto, Stabilimento Tipografico Friulano, Udine 1916
I've just bought the first edition of the first Alberto Arbasino's book, Le piccole vacanze (Einaudi 1957) by a librarian from Rovigo, for half of the current price on the Internet (even though I have to say that it's not one of the rarest Arbasino's editions). 
The author's books, unlike poetry editions of the same years (for example Sanguineti's Laborintus from 1956 or Pagliarani's Cronache e altre poesie from 1954) have not so high prices and this fact is strange. Even one of his rarest, Sessanta posizioni, isn't estimated for more than 130 euros... why is it so? Maybe because of the large number of copies distributed? I haven't found any information about his fact, which must be delved!
The only author's book which has relatively high value is Turchi: Codex Vibonensis 8626, printed by Franco Maria Ricci in 1971; an illustrated collection of writings about the turkish population. 
The limited book's edition and the prestige of the editor, loved by many bibliophiles, are probably the cause of the high estimation.
Another foundamental text is Fratelli d'Italia from 1963, the only Arbasino's book which I've read. Its reading let me enter into the fantastic mood of the Sixties and the huge author's culture is perceptible in every word or quotation. Delicious.
This book is also lauded by Giampiero Mughini in his La collezione: one of my best writers. In this book he talks about his magnificent book collection, which includes the rarest editions of the XX century; from the beloved futurist editions, to first Bilenchi's, Svevo's, Ungaretti's and many other. The list is spectacular and through the narration shines the author's pure love for these books, both in the possession point of view, both because of its historical and human values. A book which I've simply adored. 
The aggressive and concise Mughini's narration style could not be appreciated, but I personally find it hilarious.
To conclude, another interesting Mughini's book is In una città atta agli eroi e ai suicidi. Trieste e il “caso” Svevo, which a triestina doc like me has liked a lot.


giovedì 7 giugno 2012

Ludus & Logos - Valentina di Crepax: collaborazioni interessanti


 La mostra romana di Valentina, leggendario personaggio di Guido Crepax è davvero imperdibile per gli amanti dell'illustrazione italiana e in particolare di quel curioso personaggio con il carré nero. 

(Immagine dal link)
Per l'occasione, l'azienda di design Ludus & Logos ha realizzato preziosi gadgets in vendita nel bookshop: autentici art works (sotto, alcuni pezzi di design e arredamento di loro produzione).






Tra le varie iniziative, l'azienda ha realizzato in passato anche un oggetto in edizione limitata per Vogue Italia.


Per saperne di più, il sito web è http://www.ludusandlogos.com/home_ita.html.

Really not to miss Valentina's exhibition in Rome, the legendary Guido Crepax's character, especially fro those who love the italian illustration and that brunette girl with a short cut. For the occasion, the design firm Ludus & Logos has realized precious gadgets on sale in the bookshop: authentic works of art!
Moreover, aside other initiatives, they realized a limited edition object for Vogue Italia.
For more informations, look at the website http://www.ludusandlogos.com/home_ita.html.

lunedì 4 giugno 2012

sabato 2 giugno 2012

Un piacevole incontro


Due giorni fa, salendo su un taxi a Milano (direzione Hangar Bicocca), ho avuto modo di conoscere uno dei protagonisti dell'avanguardia Urluck, famosa per aver apposto nella notte del 14 febbraio 2011 al dito della mano di Cattelan di Piazza Affari un anello di colore nero catrame. A breve racconterò di più di questi artisti-performers, che stanno attirando l'attenzione in città e non solo.
Le fatalità della vita continuano a sorprendermi...

Two days ago, taking a taxi in Milan (direction Hangar Bicocca), I met one of the avanguarde Urluck's protagonist, reknowned thanks to a performance in the night of the 14th february 2011, when they put a black ring on a Cattelan's hand in Piazza Affari. Soon I will talk about this group, which is attracting attention in town and not only.
Life's fatalities still surprise me...